Diventa volontario

Sei un idraulico, o un elettricista, o un carpentiere, o un operaio specializzato, un appassionato di agricotura, ma anche un poeta, un artista, un filosofo, un vagabondo?

Entra nel nostro corpo volontari. Ci aiuterai a costruire EVA, cioè a dare un contibuto picoclo ma signifcativo a ricostruire l’abitare nel cratere sismico aquilano.

Non pensi di avere una professionalità utile alla causa? Contattaci lo stesso. Centinaia di persone sono passate per il cantiere di EVA, e senza aver mai fatto niente di simile, ci hanno aiutato nella costruzione delle case o nel lavoro nei campi. Troveremo il giusto modo di farci aiutare anche da te, non temere!

Scrivici.

P.S. Lo so che ti sembrerà strano ma ai nostri volontari chiediamo un contibuto di 7 euro al giorno, per il vitto. Questo perché i soldi che provengono dalle tasche dei residenti di Eva,  servono a finire di pagare i debiti fin qui contratti, per l’acqusito dei materiali, per le spese logistiche, per portare avanti il progetto nelle sue varie aticolazioni. Per voi è poco, forse stando a casa spendereste di più, per noi è una spesa in meno e ci permette di accogliere a cuor leggero chiunque passi di qui e voglia fermarsi anche solo qualche giorno ad aiutarci.

Inoltre tutte le persone che lavorano in cantiere devono essere coperti da un’assicurazione:  costa 25 euro ed è a carico dei volontari. E’ importante per noi essere chiari sulla condivisione delle spese, proprio per evitare incomprensioni inutili a posteriori. Pensiamo tu capisca.

In cambio, in un’ottica del mutuo aiuto, chi ci viene ad aiutare, potrà tornare quando vuole a trovarci, ed essere ospitato per un periodo di vacanza e di ozio creativo, ma anche no.

Eres un fontanero, un electricista, o un carpintero, o un obrero especializado?

Entra en nuestro cuerpo de voluntarios. Nos ayudarás con tu profesionalidad a construir el EVA.

Escríbenos.

  • Far rinascere Pescomaggiore, ricostruire l’abitare

    Scrive l'amica Novella: '' Mi viene da pensare che le crepe, cosi’ come le rughe, siamo abituati a considerarle con un’accezione negativa, come tracce di decadimento, come fratture. Eppure in quei solchi c’e forse tutta l’energia, l’essenza della vita che ci puo’ dare la forza per ricostruire, per riaprire uno spazio e per ripensare un vuoto che ci coglie all’improvviso. Questo costa fatica: come ho appreso da poco “fatica” viene da fatis, crepa, fenditura. La soluzione forse sarebbe proprio in questa fatica del “fare spazio”, dell’aprire un varco dentro di se’, esorcizzando cosi’ la perdita e attraversandola con le proprie forze rinnovate, ricompattate dall’interazione con gli altri, dalla creazione di nuove dimensioni di vita, da nuove percezioni abitative, da nuove spazi''. E' quello che nel nostro piccolo stiamo provando a fare con il progetto EVA, a Pescomaggiore, dopo il terremoto del 6 aprile 2009.