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  • Far rinascere Pescomaggiore, ricostruire l’abitare

    Scrive l'amica Novella: '' Mi viene da pensare che le crepe, cosi’ come le rughe, siamo abituati a considerarle con un’accezione negativa, come tracce di decadimento, come fratture. Eppure in quei solchi c’e forse tutta l’energia, l’essenza della vita che ci puo’ dare la forza per ricostruire, per riaprire uno spazio e per ripensare un vuoto che ci coglie all’improvviso. Questo costa fatica: come ho appreso da poco “fatica” viene da fatis, crepa, fenditura. La soluzione forse sarebbe proprio in questa fatica del “fare spazio”, dell’aprire un varco dentro di se’, esorcizzando cosi’ la perdita e attraversandola con le proprie forze rinnovate, ricompattate dall’interazione con gli altri, dalla creazione di nuove dimensioni di vita, da nuove percezioni abitative, da nuove spazi''. E' quello che nel nostro piccolo stiamo provando a fare con il progetto EVA, a Pescomaggiore, dopo il terremoto del 6 aprile 2009.